Blog di psicologia positiva applicata

Benvenuta nel mio blog! Qui puoi trovare tanti approfondimenti e strumenti pratici per migliorare la tua vita quotidiana, per sentirti finalmente libera di essere te stessa, per sviluppare resilienza, gratitudine e felicità autentica. Se ti va, lascia un commento.

Chi ha bussato alla tua porta?

Immagina di essere a casa tua. Di solito l’ambiente è molto tranquillo e positivo, o almeno lo è spesso, e ricevi molte visite. All’improvviso, qualcuno bussa alla tua porta... È Allegria, ed è venuta a trovarti! La fai entrare e inizi a parlare con lei. Non ti importa di sapere perché sia venuta, perché sai già che, se le fai troppe domande — come ad esempio da dove viene o perché sia lì — potrebbe andarsene subito; a lei non piace troppo l’analisi. Fortunatamente, questo non succede: ti piacciono moltissimo le visite di Allegria e ti senti tranquillo. Ha sempre molta energia, è entusiasta, fa scherzi e ride un sacco. E tu insieme a lei. Allegria non rimane mai troppo tempo e a volte, quando se ne va, senti la sua mancanza. Sai che devi sfruttare al massimo ogni secondo che è insieme a te, perché sono visite davvero preziose.
​Ritornano a bussare alla porta... È Tristezza. Ufff. Le visite di Tristezza sono pesanti; ti tolgono molta energia perché sono focalizzate su tutto quello che è andato storto o sulle cose che non vanno come dovrebbero, trasmettendoti una sensazione di fallimento che pesa. Ti butti sul divano e prendi una coperta per cercare di sentirti almeno un po' più comodo durante la sua visita. Ti viene voglia di accendere la TV o richiamare Allegria, ma sai che la cosa migliore da fare con Tristezza è ascoltarla. Piangerà, penserà che non riuscirà mai a stare bene, ma la tua esperienza ti dice che di solito non rimane più di qualche ora o qualche giorno. Le prepari il divano letto e le porti una tazza di tè. Saranno giornate lunghe, ma ne vale la pena, perché Tristezza ha bisogno di affetto e attenzione e tu sei disposto a dargliele. Sai comunque che, se non la lasci entrare, cercherà di assalirti in qualsiasi momento, proprio quando magari inizi a essere un po' più calma e tranquilla, soprattutto durante la notte o quando sei sola. Meglio ascoltarla… e dopo, continuare con la propria vita.
​Dopo qualche giorno ritornano a bussare alla porta. È Ansia. Oh no... sai che ti rivoluzionerà tutto. Ansia ti fa diventare nervosa. Corre da una parte all’altra, senza fermarsi mai, e l’unica cosa che fa è inventarsi un sacco di “E se mi capitasse questo?” e pensare a tutto quello che di negativo potrebbe succedere. È sempre preoccupata… ma tu hai un piano! Ti siedi con Ansia e fai uno sforzo per comprendere tutte le sue argomentazioni. Scrivi questi pensieri che creano preoccupazione su fogli separati. Ansia così si rilassa visibilmente. Scegliete insieme quali delle sue preoccupazioni bisogna tenere in considerazione; scegli soltanto le preoccupazioni che sono reali e che hanno un’elevata probabilità di accadere, perché sai già che non potresti prestare la giusta attenzione a tutto insieme, sarebbe troppo. Comunque, per ogni cosa importante, fai un piano d’azione. A volte devi riconoscere che non puoi fare nulla perché le situazioni sono fuori dalla tua area di controllo. Dai quindi un grande abbraccio ad Ansia e respiri insieme a lei per alcuni minuti, molto lentamente… espirando fuori tutta l’aria. Subito dopo, metti una canzone allegra e le dici: “Ansia, se non posso fare niente, perché devo preoccuparmi? Non credi che abbiamo già abbastanza cose da fare?”. Di solito Ansia se ne va contenta, sapendo che l’hai ascoltata e capita. Quando sa che sei attenta a gestire ciò che è sotto il tuo controllo, se ne va a casa sua… e menomale! Perché sai già che, se non la fai entrare per ascoltarla, lei rimarrà tutta la notte sotto casa tua, urlando, cercando di renderti consapevole che ci sono un sacco di pericoli là fuori.
​E a volte, viene a trovarti Rabbia. Non ti piace per niente quando viene da te, perché ti fa perdere subito la pazienza. Viene carica di rimproveri, lamentele e brutte notizie su ingiustizie, mettendoti subito in agitazione. Ti sei resa conto che, prima di ascoltarla, devi farle fare una bella doccia fredda. Molto spesso entra senza avvisare, assalendo il tuo salotto; per questo motivo hai dovuto imparare a riconoscere il rumore dei suoi passi quando si avvicina, perché se sei preparata ti riesce meglio parlare con lei. Ti viene molto caldo quando lei c’è, ma riesci a farla andare in un’altra stanza per tranquillizzarsi, e così puoi ascoltare le sue ragioni con più distacco. Di solito non ti avvicini molto a lei perché sai che, se ti prende, ti lasci coinvolgere e apri le finestre per urlare in che brutto mondo viviamo, iniziando persino ad insultare i vicini… ti viene voglia di lanciare qualcosa dalla finestra. Ora Rabbia ha la sua stanza a casa tua: con un sacco di cuscini, fogli per scrivere, senza finestre e soprattutto senza linea telefonica o Wi-Fi! La lasci parlare con gli altri soltanto una volta che si è tranquillizzata. Una delle tue sedie del salone la chiami “la sedia dell’EMPATIA” e, quando Rabbia si è calmata, ti siedi con lei e pratichi la COMPASSIONE verso te stessa e verso gli altri. Non sempre funziona del tutto, ma riesci ad evitare che nascano grandi conflitti. E comunque, una cosa riesci a fare: non lasci che Rabbia rimanga tutta la notte!

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Come ritrovare sé stesse dopo una relazione tossica: la guida pratica

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Se ti riconosci in queste parole, sappi che non sei sola. E soprattutto sappi che ritrovare se stesse dopo una relazione tossica è possibile. Non è semplice, non è veloce, ma con gli strumenti giusti è un percorso che puoi fare davvero.

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Cos'è la psicologia positiva: guida per chi non ne ha mai sentito parlare

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